NUOVO CINEMA AQUILA: A CHE PUNTO SIAMO

DUE MESI DI APERTURA DEL CINEMA, UNA PROGRAMMAZIONE DIVERSIFICATA, ASSEMBLEE PUBBLICHE SETTIMANALI PRESSO IL FOYER DEL CINEMA, UNA GESTIONE PARTECIPATA DELLA SALA CINEMATOGRAFICA: QUESTI I RISULTATI CONSEGUITI DAL TERRITORIO INSIEME AL MUNICIPIO V.

Dopo una prolungata e inaccettabile chiusura di un bene collettivo e sei mesi di battaglie per realizzarne la riapertura, donne e uomini che vivono il territorio del Pigneto con il nome di SCCA – Spazio Comune Cinema Aquila – hanno dato avvio al processo di riapertura del cinema in risposta alla diffusa esigenza di riavere un luogo aperto in cui coltivare e fruire di proposte culturali diverse, cinematografiche, musicali, letterarie e di confronto politico – sociale.

Aperto alle diverse componenti sociali della città, dalle scuole alle famiglie, ai giovani, alle comunità straniere e alle realtà territoriali, il cinema reso di nuovo accessibile e diffusamente partecipato nella sua organizzazione interna, ha consentito a centinaia di persone di assistere da due mesi a questa parte a proiezioni, dibattiti, racconti e spettacoli durante tutti i giorni della settimana.

Come gruppo impegnato alla riapertura temporanea del cinema, cioè fino all’assegnazione ufficiale stabilita tramite bando del Comune, SCCA intende oggi prendere nettamente le distanze dalla gara (importo di 14.000 €) con cui il Municipio, in modo non condiviso, ha assegnato a una ditta lo svolgimento di quei servizi necessari all’effettivo funzionamento del cinema (aperture, chiusure, pulizie e proiezioni), svolti fino ad allora gratuitamente e volontariamente da quanti ne sostengono la riapertura.

L’impiego di considerevoli risorse economiche, i 14.000 €, per un breve e già definito periodo di tempo, soli 25 giorni di programmazione, non ci trova d’accordo e ci induce a chiederne la rendicontazione a tutela di un utilizzo responsabile del denaro pubblico.

In vista dell’assegnazione definitiva del Nuovo Cinema Aquila, affermiamo l’urgenza di consentire alla cittadinanza di prendere parte ai tavoli in cui si sta decidendo il bando, la ristrutturazione e il futuro affidamento del cinema affinché il percorso rimanga realmente partecipato, prevedendo di mantenere aperta e operante la sala cinematografica fino alla fine di maggio, quando i lavori di ristrutturazione dell’edificio, indicati dagli uffici dipartimentali del Comune, potranno iniziare.

Riteniamo che gli interventi possano e debbano essere svolti in coincidenza con l’abituale chiusura estiva dei cinema scongiurandone un’ulteriore e inaccettabile sospensione del funzionamento già da fine marzo e garantendo la ripresa delle proiezioni a partire dal prossimo Settembre.

SCCA – SPAZIO COMUNE CINEMA AQUILA

achepuntosiamo

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Gli occhi di Renato, il cuore delle madri

Domenica 26 febbraio
Docufilm indipendente di AttriceContro e Daniele Napolitano

«È finita la festa? Sì? Allora ritornatevene a Roma, merde!» Queste le ultime battute che il 27 Agosto 2006 hanno preceduto le otto violentissime coltellate che hanno ucciso il giovane ragazzo Renato Biagetti dopo aver trascorso una serata di musica Reggae sulla spiaggia di Focene in compagnia della sua ragazza e di un suo amico.

Purtroppo in Italia ancora oggi nel nostro paese medaglia d’oro alla resistenza sono molteplici dal 45 ad oggi le uccisioni e le aggressioni riconducibili come ispirazione e come pratica ad una chiara matrice fascista.

Il video nasce sia per ricordare “gli occhi di Renato” come canta il Nano giovane rapper della scena musicale indipendente romana che per l’occasione ha composto il pezzo contenuto del video musicato da Dario, il fratello di Renato; queste immagini, le interviste, i cortei vorrebbero trasmettere dei messaggi precisi soprattutto alle giovani generazioni.

Renato Biagetti era un ragazzo di 26 anni, laureato in ingegneria, Renato Biagetti amava la musica, aveva appena registrato il logo della sua etichetta “Renoize” che poi ha dato il nome alla sala prove allestita dal centro sociale Acrobax in memoria di Renato.

Si, Renato era anche un ragazzo simpatizzante “dei centri sociali”, aveva delle idee di giustizia sociale e libertà, frequentava quei luoghi che spesso i media infangano come covi di frange violente, Black Block, incappucciati ecc, senza mai soffermarsi sulle lotte e le motivazioni sociali delle lotte portate avanti dai giovani “dei centri sociali”.

Renato aveva una madre, Stefania, una donna forte che è riuscita a trasformare in lotta e in amore un dolore infinito come quello di vedersi strappare un figlio all’improvviso.

Stefania lotta con un comitato di madri “Madri per Roma Città Aperta” che con l’assiduo lavoro di resistenza culturale stanno diventando un punto di riferimento importante per molti giovani a cui parlano entrando anche nelle scuole.

Oggi purtroppo la deriva razzista e di respingimento, non accettazione del diverso, la mancanza di politiche sociali, stanno riportando pericolosamente indietro la nostra società, con la memoria e le azioni culturali vorremmo portare un messaggio di risposta che susciti nuove riflessioni umane e sociali.

Scorrono immagini e musica, scorrono le vite di tanti giovani impegnati, in quella passione gli occhi di Renato ridono ancora.

“La festa no, non è finita, noi restiamo qua, è la Resistenza, è la primavera!”

La giornata verrà inoltre inserita nell’ambito delle iniziative dedicate a Valerio Verbano, giovane antifascista romano che il 22 febbraio del 1980 fu ucciso giovanissimo da un commando di estrema destra davanti ai genitori legati e imbavagliati nell’appartamento in cui avvenne l’omicidio. Ogni anno l’ultima settimana di febbraio a Roma è un susseguirsi di iniziative culturali in memoria del giovane antifascista romano e di sua madre Carla che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca della verità sull’omicidio che le ha portato via suo figlio mentre lei era legata e imbavagliata nella stanza accanto.

La giornata partirà dalle 18.30 con incontri incursioni teatrali e momenti musicali proposti tra una proiezione e l’altra (19.30 e 21.00.)

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Programmazione 14 -25 febbraio

Martedì 14 febbraio

Ore 19:30 Continua la rassegna “Venti di Mesopotamia: rassegna autorganizzata di cinema curdi e non solo”. Verranno presentati e proiettati due mediometraggi del regista curdo Veysi Altai: Berfi Aba (Madre Berfo), e Nujin (Nuova vita) 46′.

NÛ JÎN (NUOVA VITA), di Veysi Altay
Con lo slogan “La donna è vita. Vita è resistenza e la resistenza è Kobane”, il film descrive la vita quotidiana delle donne combattenti- Elif Kobane (18 anni), Viyab Peyman e Arjin, unitesi alle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) nella loro battaglia contro ISIS.
Il documentario racconta dell’assalto dell’ISIS del 15 settembre 2014 e della resistenza, durata 5 mesi, delle YPJ e delle Unità di difesa del Popolo ( YPG) attraverso lo sguardo di tre donne combattenti.

BERFO ANA (MADRE BERFO), di Veysi Altay
Il giorno successivo al colpo di stato militare del 12 Settembre 1980, Cemil Kirbayir fu arrestato. Nessuno ebbe più sue notizie a partire dal 7 Ottobre 1980. La madre di Cemil, Berfo Kırbayır, per 33 anni, si è rivolta ad ogni pubblica autorità e istituzione statale per trovare i responsabili della sparizione di suo figlio e chiamarli in causa. Tuttavia, i suoi sforzi furono inutili. Nel 2011 il Consiglio Parlamentare Turco ha ammesso che Kırbayır è stato torturato e ucciso mentre era in prigionia. Ciononostante, non è stata rilasciata alcuna informazione relativamente al luogo dove è stato seppellito il suo corpo. Questo documentario racconta della sparizione di Cemil mentre si trovava in detenzione e di sua madre Berfo, che per 33 anni ha lottato per ritrovare suo figlio.
“Madre Berfo” è morta a 105 anni. Il municipio di Çankaya ad Ankara nel 2013 ha iniziato le procedutre per istiuire e intitolare un parco a suo nome, con la costruzione di una statua in suo onore dallo scultore Metin Yurdanur.

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Mercoledì 15 febbraio

Ore 18:00 Anteprima del film Figli come noi, di Rosso Fiorentino
Interverranno Ilaria Cucchi e Claudia Budroni.
Con la partecipazione di ACAD – Associazione Contro gli Abusi in Divisa e di Radiosonar.net

FIGLI COME NOI di Rosso Fiorentino
Sole e Baleno. Federico Aldovrandi. Katiuscia Favero. Giuseppe Uva. Stefano Cucchi. Cinque drammatiche storie che dal 1998 ad oggi hanno sconvolto l’Italia, facendo discutere e dividendo l’opinione pubblica. Se la vittima era sotto la custodia dello Stato, la ricerca di un colpevole si fa complessa, i dubbi si insinuano, prove e testimonianze sono difficili da reperire. Tutti ne parlano, tutti si schierano, la verità sembra allontanarsi sempre più. Con sensibilità d’artista, Rosso Fiorentino quella verità ha voluto guardarla dritta negli occhi e ha sentito l’urgenza di comunicarla, senza filtri. Trascinando lo spettatore dentro i fatti, lascia a lui il giudizio finale. Tra realismo e simbolismo, tra realtà e trasfigurazione, Figli come noi si colloca nel panorama cinematografico come un’opera necessaria e non più rimandabile, per dare voce a chi non può più raccontare la sua storia. Perché non c’è peggior assassino del silenzio.
Alla presentazione del film saranno presenti anche due donne simbolo della lotta per la giustizia: Ilaria Cucchi e Claudia Budroni, sorelle, rispettivamente, di Stefano Cucchi e Dino Budroni. Interverrà alla serata anche ACAD Onlus (Associazione Contro gli Abusi in Divisa).

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Giovedì 16 febbraio

Ore 20.00 Tavolo partecipato pubblico sulla programmazione del Cinema.

SP1RAL, di Orazio Guarino
Matteo Moella è un giovane regista che vive e lavora a New York, dove ricorre ad una consulenza psichiatrica per curare il suo “stato di sofferenza patologico”. Quando una telefonata lo avverte della morte del padre, fa ritorno in Italia nel paese dove ha trascorso l’infanzia, segnata dagli abusi del genitore sulla madre.
Il protagonista è un vero artista. È un maledetto da film, il film autogestito di Orazio Guarino, gira in strada col suo outfit scuro, è un irresistibile lupo solitario. Beve vodka poi fa sesso con la donna cui un attimo prima ha concesso un’intervista che viene ripresa in video (e vai di metacinema e messa in abisso, come imparato al D.A.M.S., con tanto di sceneggiatura di Sp1ral in bella mostra). Skyline della Grande Mela. Fuma in riva al mare dove c’è una ragazza che sceglie di non avvicinare, ma se lo volesse potrebbe. È tossicodipendente. Strimpella “Needle in the Hay” alla chitarra (Elliott Smith, se puoi, perdona tutto questo) e si buca, poi orina nel camino acceso. La ragazza di cui sopra gli fa le poste sotto casa. Si chiama Alice. Lui la porta in spiaggia e si fa guardare mentre partorisce le sue creazioni a patto che lei non gli faccia domande. Snocciola banalità sull’arte. “Sono costretto a dire bugie per poter dire la verità”, si discolpa. Come in terza liceo le chiede qual è il suo film preferito, perché lui capisce molte cose da come si vestono le persone e dal loro film preferito. Si masturba in bagno con gli occhiali da sole infilati – li porta sempre insieme al cappuccio in testa per non farsi riconoscere, Marco Cocci, da quando ha letto il copione.
Va a cena col cugino dove esprime il suo malessere di fronte a un piatto di bucatini al sugo: “Ti sei mai accorto quanto gli spaghetti a volte assomiglino a dei vermi sporchi di sangue?”. Rivede Marianna, l’amica che è stato costretto a lasciare quando i suoi genitori si sono separati e con la madre si è trasferito all’estero. Poi è di nuovo con Alice nei pressi di un piccolo bacino. La ragazza lo invita a ballare ma lui, rivela, balla con la mente. Non frequenta prostituite, fa sapere, perché comincerebbero a parlare dei loro problemi. Poi pronuncia frasi a caso: “Sono una massa di sostanze irritabile. Non ho pelle che per le carezze. La resistenza del legno varia a seconda del punto in cui si conficca il chiodo. Il legno non è isotropo. Non lo sono neanche io”. La storia di un nichilista vero.

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Venerdì 17 febbraio

Ore 19:30 Per la rassegna “Venti di Mesopotamia: rassegna autorganizzata di cinema curdi e non solo”, verrà presentato e proiettato Yesil Kirmizi (Amedspor) (Kurdistan del nord – Turchia 2015, 130′) di Ersin Kana. Discussione alla presenza del regista.

YESIL KIRMIZI (AMEDSPOR), di Ersin Kana
Questa storia riguarda la città di Amed. Questa storia riguarda il calcio, sotto l’ombra dei coprifuochi e dei conflitti armati. Nella stagione 2015/2016, per la prima volta la squadra Amedspor da Diyarbakir si qualifica per quarti finale della Coppa di Turchia, sfidando squadre d’élite. L’Amedspor non perde nemmeno una delle nove partite ma, infine, viene eliminata dal Fenerbahce, che è la più grande squadra di calcio turca. Dopo la fine del processo di pace, la squadra ha subito molti attacchi a causa del nome curdo.

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Dal 18 al 25 febbraio

Festival del cinema Latino Americano di Trieste, organizzato dal Municipio V di Roma Capitale.
Inaugurazione: sabato 18 febbraio, ore 17.30
Il cinema latinoamericano torna a Roma con la replica dei migliori film presentati al 31° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. Dal 18 al 24 febbraio 2017, grazie alla sinergia dell’IILA con le Ambasciate dei Paesi latinoamericani membri, l’Assessorato alla Crescita Culturale e l’Assessorato alla Cultura del V Municipio di ROMA CAPITALE, e alla rinnovata collaborazione con l’APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia, presso la Sala Anna Magnani del Nuovo Cinema Aquila viene proposta al pubblico romano una selezione di 14 film premiati e presentati a Trieste durante l’ultima edizione del Festival, con l’intento di allargare gli orizzonti della manifestazione triestina che ha il pregio di portare in Italia opere che raccontano la pluralità della cinematografia latinoamericana, che negli ultimi anni sta ottenendo importanti riconoscimenti nei più prestigiosi eventi internazionali.

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Nuovo Cinema Aquila: Sabina Guzzanti e la sua “Trattativa” fanno il tutto esaurito.

Nuovo Cinema Aquila: Sabina Guzzanti e la sua “Trattativa” fanno il tutto esaurito. Ecco il programma delle prossime settimane DSC_0207.JPG

Continua la fase di apertura transitoria del Nuovo Cinema Aquila del Pigneto e con l’intervento in sala di Sabina Guzzanti, la proiezione-dibattito de “#La Trattativa”, sabato e domenica scorsi si è registrato un nuovo tutto esaurito, segno tangibile del sostegno diffuso e trasversale della cittadinanza e del mondo culturale alla sua riapertura.

Invitiamo a partecipare agli appuntamenti culturali del Nuovo Cinema Aquila: appuntamenti condivisi durante le assemblee, aperte, dei giovedì pomeriggio dove si decide insieme che cosa vogliamo che sia, nelle prossime ore e giornate, il Nuovo Cinema Aquila, un bene comune finalmente restituito dall’amministrazione e dal territorio alla piena e gratuita fruibilità della collettività.

Perché “RIAPRIAMO” il Nuovo Cinema Aquila

Chiuso nel maggio del 2015, per irregolarità nella gestione e colpevole miopia politica e burocratica e contro il parere e la mobilitazione del territorio, lo scorso dicembre, dopo diciotto mesi, il Nuovo Cinema Aquila ha ripreso vita, riacceso i proiettori e le luci e riaperto le porte al pubblico.

Il risultato è stato raggiunto, da un lato, grazie alle pressioni e all’organizzazione del territorio a partire dal Comitato di Quartiere Pigneto-Prenestino, all’interno del quale ha preso forma SCCA – Spazio Comune Cinema Aquila, una gruppo assembleare a partecipazione allargata, ad oggi centro delle riaperture assembleari, popolari e gratuite del cinema.

Dall’altro, il risultato si deve all’inedita sinergia e progettazione politico-culturale creatasi tra il territorio e l’attuale amministrazione comunale e soprattutto municipale.

Chiaro è infatti che in questi termini e modalità, senza la fiducia, la partecipazione anche se non sempre lineare ai processi territoriali, la volontà politica e la presa in carico della responsabilità delle riapertura e della garanzia della correttezza del processo di programmazione da parte dell’attuale amministrazione del Municipio V di Roma, il Nuovo Cinema Aquila non avrebbe ripreso la propria ed essenziale funzione.

Perché il Nuovo Cinema Aquila deve rimanere “APERTO”

Ora, a cinema riaperto e sempre più frequentato, faremo di tutto affinché questo percorso non venga in alcun modo ostacolato o interrotto. La fase transitoria, recita la delibera comunale, si chiude solo con l’effettivo affidamento del bene comunale.

Per questo SCCA, insieme al Municipio, sta lavorando con la collettività e per la collettività alla programmazione dei prossimi mesi e continueremo a lavorare!

Per cui, invitiamo tutti, amministrazioni capitolina e municipale in testa, a salvaguardare il processo popolare e partecipato in atto dalla burocratizzazione eccessiva così come da ogni tentativo di speculazione tanto pubblica quanto privata. Qui ci aspettiamo dalla nuova amministrazione un segno chiaro di discontinuità.

Il Nuovo Cinema Aquila è stato riaperto al pubblico senza ricadute onerose sulla collettività. Questa è la linea seguita fin dall’inizio dal territorio e accettata nell’interlocuzione con l’amministrazione. Questa è la linea da seguire.

[Qui il programma del mese di febbraio]

Programmazione 08 – 12 febbraio

Mercoledì 08 febbraio

Ore 21:00 Proiezione di N-Capace (Italia, 2014, 80′) di Eleonora Danco, discussione alla presenza della regista.

N-CAPACE
Una donna: Anima in pena, si aggira tra Roma e Terracina, dove vive l’anziano padre. Vaga tra campagne, mare e città, con un letto e in pigiama. Spesso con un piccone in mano, vorrebbe distruggere la nuova architettura che ha tradito i suoi ricordi. Il rapporto con il tempo e la memoria è motivo di struggimento per lei, unico personaggio lucido del film, il più sofferente. Comunica solo con adolescenti e anziani, compreso suo padre, li interroga sull’infanzia la morte, il sesso, attraverso delle provocazioni, degli stimoli anche fisici. Il corpo e i luoghi diventano sogni, incubi, ricordi. Una intimità tanto personale quanto universale.

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Giovedì 09 febbraio

Ore 21:00 Presentazione e proiezione di Out on the Street (Egitto, 2015, 71’), di Jasmina Metwaly e Philip Rizsk.
A segure: discussione con la presenza di esperti dei movimenti sociali egiziani contemporanei.

OUT ON THE STREET
Tra fiction e documentario, esperienze vissute e immaginate, i due registi egiziani danno vita a una rappresentazione della politica nelle fabbriche e nelle strade. La messa in scena ricrea i meccanismi di potere che si attivano tra governanti e governati, e il loro costante avvicendarsi in un Egitto neo-liberista. “Non vogliamo realizzare un film che trasformi quella dura realtà in spettacolo o intrattenimento, ma rileggere il passato e immaginare cosa potrà riservare il futuro” (Jasmina Metwaly e Philip Rizk). Presentato al Festival di Berlino 2015.

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Venerdì 10 febbraio

I Cape Adare si esibiranno con una formazione d’eccezione:
Andrea Rinaldi_ sintesi audio
Francesca Maciocia_ sintesi video
Andrea Kofinas_ direzione tecnica e artistica, sintesi audio e video

Sabato 11 febbraio

Ore 19:00 Serata dedicata al maestro Remo Remotti, con la partecipazione di Banda Jorona, Manlio Maresca, Emanuele Caputo “Curandero” e Andrea Evangelisti.
Ore 21:00 Proiezione di Professione Remotti di Silvio Montanaro, (Doc, Ita, 75′).

PROFESSIONE REMOTTI
Professione Remotti è un biopic sulla vita e l’opera di Remo Remotti. L’idea di realizzare un documentario su Remo Remotti nasce dal fascino esercitato dalla personalità dell’artista poliedrico, dissacrante, provocatorio, Remo Remotti rappresenta una sfida ai luoghi comuni che stravolge l’idea dell’artista, i pregiudizi sulla vecchiaia e lo stesso rapporto tra le comuni categorie di “colto” e “popolare”.
Per molti mesi una troupe ha quindi seguito Remotti sullo stage come nella vita privata, raccogliendo le immagini dei luoghi e le parole delle persone che gli sono state vicine, per restituire sotto forma di documentario il ritratto di una grande maschera dei nostri tempi.
Il documentario si propone innanzitutto di tracciare un ritratto del performer, offrendo una panoramica in grado di restituire le attività di poeta, attore, musicista e artista tout court di Remotti, ma lasciando al contempo emergere la sensibilità, la ricchezza e la complessità della sua personalità, non sempre pienamente visibili dietro l’esplicitezza delle tematiche sessuali, l’esuberanza verbale e l’energia istrionica.

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Domenica 12 febbraio

Ore 18:30 Proiezione di Professione Remotti di Silvio Montanaro, (Doc, Ita, 75′).