Programmazione 14 -25 febbraio

Martedì 14 febbraio

Ore 19:30 Continua la rassegna “Venti di Mesopotamia: rassegna autorganizzata di cinema curdi e non solo”. Verranno presentati e proiettati due mediometraggi del regista curdo Veysi Altai: Berfi Aba (Madre Berfo), e Nujin (Nuova vita) 46′.

NÛ JÎN (NUOVA VITA), di Veysi Altay
Con lo slogan “La donna è vita. Vita è resistenza e la resistenza è Kobane”, il film descrive la vita quotidiana delle donne combattenti- Elif Kobane (18 anni), Viyab Peyman e Arjin, unitesi alle Unità di Protezione delle Donne (YPJ) nella loro battaglia contro ISIS.
Il documentario racconta dell’assalto dell’ISIS del 15 settembre 2014 e della resistenza, durata 5 mesi, delle YPJ e delle Unità di difesa del Popolo ( YPG) attraverso lo sguardo di tre donne combattenti.

BERFO ANA (MADRE BERFO), di Veysi Altay
Il giorno successivo al colpo di stato militare del 12 Settembre 1980, Cemil Kirbayir fu arrestato. Nessuno ebbe più sue notizie a partire dal 7 Ottobre 1980. La madre di Cemil, Berfo Kırbayır, per 33 anni, si è rivolta ad ogni pubblica autorità e istituzione statale per trovare i responsabili della sparizione di suo figlio e chiamarli in causa. Tuttavia, i suoi sforzi furono inutili. Nel 2011 il Consiglio Parlamentare Turco ha ammesso che Kırbayır è stato torturato e ucciso mentre era in prigionia. Ciononostante, non è stata rilasciata alcuna informazione relativamente al luogo dove è stato seppellito il suo corpo. Questo documentario racconta della sparizione di Cemil mentre si trovava in detenzione e di sua madre Berfo, che per 33 anni ha lottato per ritrovare suo figlio.
“Madre Berfo” è morta a 105 anni. Il municipio di Çankaya ad Ankara nel 2013 ha iniziato le procedutre per istiuire e intitolare un parco a suo nome, con la costruzione di una statua in suo onore dallo scultore Metin Yurdanur.

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Mercoledì 15 febbraio

Ore 18:00 Anteprima del film Figli come noi, di Rosso Fiorentino
Interverranno Ilaria Cucchi e Claudia Budroni.
Con la partecipazione di ACAD – Associazione Contro gli Abusi in Divisa e di Radiosonar.net

FIGLI COME NOI di Rosso Fiorentino
Sole e Baleno. Federico Aldovrandi. Katiuscia Favero. Giuseppe Uva. Stefano Cucchi. Cinque drammatiche storie che dal 1998 ad oggi hanno sconvolto l’Italia, facendo discutere e dividendo l’opinione pubblica. Se la vittima era sotto la custodia dello Stato, la ricerca di un colpevole si fa complessa, i dubbi si insinuano, prove e testimonianze sono difficili da reperire. Tutti ne parlano, tutti si schierano, la verità sembra allontanarsi sempre più. Con sensibilità d’artista, Rosso Fiorentino quella verità ha voluto guardarla dritta negli occhi e ha sentito l’urgenza di comunicarla, senza filtri. Trascinando lo spettatore dentro i fatti, lascia a lui il giudizio finale. Tra realismo e simbolismo, tra realtà e trasfigurazione, Figli come noi si colloca nel panorama cinematografico come un’opera necessaria e non più rimandabile, per dare voce a chi non può più raccontare la sua storia. Perché non c’è peggior assassino del silenzio.
Alla presentazione del film saranno presenti anche due donne simbolo della lotta per la giustizia: Ilaria Cucchi e Claudia Budroni, sorelle, rispettivamente, di Stefano Cucchi e Dino Budroni. Interverrà alla serata anche ACAD Onlus (Associazione Contro gli Abusi in Divisa).

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Giovedì 16 febbraio

Ore 20.00 Tavolo partecipato pubblico sulla programmazione del Cinema.

SP1RAL, di Orazio Guarino
Matteo Moella è un giovane regista che vive e lavora a New York, dove ricorre ad una consulenza psichiatrica per curare il suo “stato di sofferenza patologico”. Quando una telefonata lo avverte della morte del padre, fa ritorno in Italia nel paese dove ha trascorso l’infanzia, segnata dagli abusi del genitore sulla madre.
Il protagonista è un vero artista. È un maledetto da film, il film autogestito di Orazio Guarino, gira in strada col suo outfit scuro, è un irresistibile lupo solitario. Beve vodka poi fa sesso con la donna cui un attimo prima ha concesso un’intervista che viene ripresa in video (e vai di metacinema e messa in abisso, come imparato al D.A.M.S., con tanto di sceneggiatura di Sp1ral in bella mostra). Skyline della Grande Mela. Fuma in riva al mare dove c’è una ragazza che sceglie di non avvicinare, ma se lo volesse potrebbe. È tossicodipendente. Strimpella “Needle in the Hay” alla chitarra (Elliott Smith, se puoi, perdona tutto questo) e si buca, poi orina nel camino acceso. La ragazza di cui sopra gli fa le poste sotto casa. Si chiama Alice. Lui la porta in spiaggia e si fa guardare mentre partorisce le sue creazioni a patto che lei non gli faccia domande. Snocciola banalità sull’arte. “Sono costretto a dire bugie per poter dire la verità”, si discolpa. Come in terza liceo le chiede qual è il suo film preferito, perché lui capisce molte cose da come si vestono le persone e dal loro film preferito. Si masturba in bagno con gli occhiali da sole infilati – li porta sempre insieme al cappuccio in testa per non farsi riconoscere, Marco Cocci, da quando ha letto il copione.
Va a cena col cugino dove esprime il suo malessere di fronte a un piatto di bucatini al sugo: “Ti sei mai accorto quanto gli spaghetti a volte assomiglino a dei vermi sporchi di sangue?”. Rivede Marianna, l’amica che è stato costretto a lasciare quando i suoi genitori si sono separati e con la madre si è trasferito all’estero. Poi è di nuovo con Alice nei pressi di un piccolo bacino. La ragazza lo invita a ballare ma lui, rivela, balla con la mente. Non frequenta prostituite, fa sapere, perché comincerebbero a parlare dei loro problemi. Poi pronuncia frasi a caso: “Sono una massa di sostanze irritabile. Non ho pelle che per le carezze. La resistenza del legno varia a seconda del punto in cui si conficca il chiodo. Il legno non è isotropo. Non lo sono neanche io”. La storia di un nichilista vero.

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Venerdì 17 febbraio

Ore 19:30 Per la rassegna “Venti di Mesopotamia: rassegna autorganizzata di cinema curdi e non solo”, verrà presentato e proiettato Yesil Kirmizi (Amedspor) (Kurdistan del nord – Turchia 2015, 130′) di Ersin Kana. Discussione alla presenza del regista.

YESIL KIRMIZI (AMEDSPOR), di Ersin Kana
Questa storia riguarda la città di Amed. Questa storia riguarda il calcio, sotto l’ombra dei coprifuochi e dei conflitti armati. Nella stagione 2015/2016, per la prima volta la squadra Amedspor da Diyarbakir si qualifica per quarti finale della Coppa di Turchia, sfidando squadre d’élite. L’Amedspor non perde nemmeno una delle nove partite ma, infine, viene eliminata dal Fenerbahce, che è la più grande squadra di calcio turca. Dopo la fine del processo di pace, la squadra ha subito molti attacchi a causa del nome curdo.

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Dal 18 al 25 febbraio

Festival del cinema Latino Americano di Trieste, organizzato dal Municipio V di Roma Capitale.
Inaugurazione: sabato 18 febbraio, ore 17.30
Il cinema latinoamericano torna a Roma con la replica dei migliori film presentati al 31° Festival del Cinema Latino Americano di Trieste. Dal 18 al 24 febbraio 2017, grazie alla sinergia dell’IILA con le Ambasciate dei Paesi latinoamericani membri, l’Assessorato alla Crescita Culturale e l’Assessorato alla Cultura del V Municipio di ROMA CAPITALE, e alla rinnovata collaborazione con l’APCLAI – Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia, presso la Sala Anna Magnani del Nuovo Cinema Aquila viene proposta al pubblico romano una selezione di 14 film premiati e presentati a Trieste durante l’ultima edizione del Festival, con l’intento di allargare gli orizzonti della manifestazione triestina che ha il pregio di portare in Italia opere che raccontano la pluralità della cinematografia latinoamericana, che negli ultimi anni sta ottenendo importanti riconoscimenti nei più prestigiosi eventi internazionali.

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