Gli occhi di Renato, il cuore delle madri

Domenica 26 febbraio
Docufilm indipendente di AttriceContro e Daniele Napolitano

«È finita la festa? Sì? Allora ritornatevene a Roma, merde!» Queste le ultime battute che il 27 Agosto 2006 hanno preceduto le otto violentissime coltellate che hanno ucciso il giovane ragazzo Renato Biagetti dopo aver trascorso una serata di musica Reggae sulla spiaggia di Focene in compagnia della sua ragazza e di un suo amico.

Purtroppo in Italia ancora oggi nel nostro paese medaglia d’oro alla resistenza sono molteplici dal 45 ad oggi le uccisioni e le aggressioni riconducibili come ispirazione e come pratica ad una chiara matrice fascista.

Il video nasce sia per ricordare “gli occhi di Renato” come canta il Nano giovane rapper della scena musicale indipendente romana che per l’occasione ha composto il pezzo contenuto del video musicato da Dario, il fratello di Renato; queste immagini, le interviste, i cortei vorrebbero trasmettere dei messaggi precisi soprattutto alle giovani generazioni.

Renato Biagetti era un ragazzo di 26 anni, laureato in ingegneria, Renato Biagetti amava la musica, aveva appena registrato il logo della sua etichetta “Renoize” che poi ha dato il nome alla sala prove allestita dal centro sociale Acrobax in memoria di Renato.

Si, Renato era anche un ragazzo simpatizzante “dei centri sociali”, aveva delle idee di giustizia sociale e libertà, frequentava quei luoghi che spesso i media infangano come covi di frange violente, Black Block, incappucciati ecc, senza mai soffermarsi sulle lotte e le motivazioni sociali delle lotte portate avanti dai giovani “dei centri sociali”.

Renato aveva una madre, Stefania, una donna forte che è riuscita a trasformare in lotta e in amore un dolore infinito come quello di vedersi strappare un figlio all’improvviso.

Stefania lotta con un comitato di madri “Madri per Roma Città Aperta” che con l’assiduo lavoro di resistenza culturale stanno diventando un punto di riferimento importante per molti giovani a cui parlano entrando anche nelle scuole.

Oggi purtroppo la deriva razzista e di respingimento, non accettazione del diverso, la mancanza di politiche sociali, stanno riportando pericolosamente indietro la nostra società, con la memoria e le azioni culturali vorremmo portare un messaggio di risposta che susciti nuove riflessioni umane e sociali.

Scorrono immagini e musica, scorrono le vite di tanti giovani impegnati, in quella passione gli occhi di Renato ridono ancora.

“La festa no, non è finita, noi restiamo qua, è la Resistenza, è la primavera!”

La giornata verrà inoltre inserita nell’ambito delle iniziative dedicate a Valerio Verbano, giovane antifascista romano che il 22 febbraio del 1980 fu ucciso giovanissimo da un commando di estrema destra davanti ai genitori legati e imbavagliati nell’appartamento in cui avvenne l’omicidio. Ogni anno l’ultima settimana di febbraio a Roma è un susseguirsi di iniziative culturali in memoria del giovane antifascista romano e di sua madre Carla che ha dedicato la sua esistenza alla ricerca della verità sull’omicidio che le ha portato via suo figlio mentre lei era legata e imbavagliata nella stanza accanto.

La giornata partirà dalle 18.30 con incontri incursioni teatrali e momenti musicali proposti tra una proiezione e l’altra (19.30 e 21.00.)

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