L’unica legge è il desiderio

Sabato 01 Aprile, ore 10.30
L’UNICA LEGGE È IL DESIDERIO – CORTEO TERRITORIALE

unicaleggedesiderio
Il governo di Roma a 5 Stelle sta dimostrando la sua incapacità a gestire i problemi del territorio e dare le giuste risposte ai bisogni reali. Dietro il dogma della legalità, in continuità con le politiche economiche restrittive dei tagli in bilancio e dell’austerity, anche questa amministrazione chiude, privatizza, mette a rischio quello di cui abbiamo bisogno e non ci possiamo permettere di pagare a caro prezzo. Alcuni esempi al Pigneto:

– servizi come i consultori e il Centro donne DALIA
– spazi verdi come il giardino Tana dei Cuccioli – L’Erbavoglio, quello di Castruccio Castracane (richiuso) e del Torrione (senza manutenzione), fino ai giardini Serono (mai aperti).
– spazi per lo sport popolare come il Campo Villa Gordiani o il Campetto in ostaggio davanti la scuola Toti (costato tanto al quartiere e mai aperto)
– spazi culturali come il Cinema Aquila, chiuso di nuovo!

Tutte azioni destinate a far peggiorare ulteriormente le condizioni di vita di chi abita a Roma Est. Un tessuto sociale già pesantemente colpito da precarietà, disoccupazione, emergenza abitativa, che rischia la povertà e l’espulsione dal proprio quartiere.

Domani andiamo insieme a “bussare” al Municipio e portiamo tutte le voci in campo per avere risposta ai nostri bisogni.

TERRITORI SOLIDALI PER UNA PRIMAVERA DI LOTTA E DI FESTA

[+INFO]

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31.03 Anteprima di “NOISE” spostata al Teatro Ambra

NOISEVenerdì 31 marzo, ore 19.00

Nonostante le rassicurazioni sulla continuità del processo partecipato ricevute dal Comune e dal Municipio V, l’assurda vicenda della censura continua a bloccare la programmazione condivisa di marzo, costringendo artisti, associazioni e spazi a vedere annullata la propria iniziativa, o a doverla spostare all’ultimo minuto, senza ottenere alcuna risposta concreta da parte dell’amministrazione.

L’importante iniziativa di ACAD Associazione Contro gli Abusi in Divisa – Onlus prevista al Cinema Aquila è spostata al Teatro Ambra: durante la serata verrà proiettato in anteprima il cortometraggio “Noise” e presentato il libro Per uno Stato che non tortura. Diritto, violenza, resistenze. Invitiamo alla massima partecipazione anche per sottolineare la nostra contrarietà ad ogni forma di censura e ribadire il valore di una pratica virtuosa e aperta di partecipazione cittadina, che ha visto l’impegno di molte e molti nell’animare un bene collettivo.

Tutta la nostra solidarietà ad ACAD: ci vediamo tutte e tutti al Teatro Ambra alla Garbatella alle ore 19.00 !

NB: il Cinema Aquila continua ad essere chiuso.

LE PELLICOLE NON SI CANCELLANO, SEMMAI SI MOLTIPLICANO!

Giovedì 23 marzo, ore 20.00

TAVOLO PARTECIPATO
di programmazione del Cinema Aquila

Il Municipio V batta un colpo!


Giovedì 23 marzo, dalle 19.00

Piccolo Mondo Cane – Proiezione al Nuovo Cinema Palazzo

Appuntamento stasera al Cinema Palazzo per la prima proiezione di Piccolo Mondo Cane, il documentario di Claudio Casale e Matteo Bennati che avrebbe dovuto essere proiettato al Cinema Aquila. L’appuntamento è alle 19.00 per un aperitivo a sostegno delle spese legali degli ex lavoratori del Canile della Muratella. Invitiamo alla massima partecipazione per rafforzare il nostro NO deciso ad ogni forma di censura e per esprimere solidarietà ai registi e agli ex lavoratori.

Le pellicole non si cancellano, semmai si moltiplicano!

DOPO LA CENSURA, LA CHIUSURA? LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA E VICESINDACO LUCA BERGAMO

LETTERABERGAMO

NUOVO CINEMA AQUILA:
DOPO LA CENSURA, LA CHIUSURA?
LETTERA APERTA ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA E VICESINDACO LUCA BERGAMO

Gentile Vicesindaco Luca Bergamo,
È inammissibile il silenzio delle istituzioni in merito alle ultime vicende al Cinema Aquila. Ancor più assordante se messo a confronto con la risonanza mediatica che ha sollevato la questione della censura di alcune pellicole, oggetto di uno strano rifiuto che ha visto un insolita convergenza tra M5S e PD: è su questa inammissibile censura che l’intero percorso partecipativo ha subito un maldestro tentativo di arresto da parte dell’amministrazione.

In una città alla deriva, che va assumendo connotati che ci preoccupano alquanto e le cui innumerevoli emergenze immaginiamo la tengano molto occupato, per essere proprio sicuri che l’informazione sia arrivata anche a Lei, lo ribadiamo ancora una volta: la scorsa settimana al Cinema Aquila sono state censurate tre pellicole ed uno spettacolo teatrale! E ci interessano il giusto i balbettii dell’amministrazione municipale sul mancato rispetto di un fantomatico regolamento: la rete BDS si è affacciata al cinema Aquila dopo diversi episodi di censura palese e sulla cancellazione della presentazione di Piccolo Mondo Cane si era già chiaramente espressa l’assessore Brunetti.

Ci aspettavamo di dipanare le ragioni della censura e del silenzio delle istituzioni nell’assemblea di giovedì scorso. L’assenza del Municipio al tavolo aperto di programmazione partecipata (annunciato intempestivamente sul sito del municipio il giorno prima per poi essere disdetto a poche ore dal suo svolgimento) ci induce a rivolgerci direttamente all’amministrazione capitolina e specificamente all’assessorato alla Cultura da Lei rappresentato per conoscere la posizione del Comune in merito alla censura attuata sulle pellicole programmate ed all’inaccettabile tentativo di sospensione del processo di programmazione partecipata in corso da tre mesi.

Per la gravità di quest’atto e per dissipare il dubbio che in Italia si possa, ancora oggi, applicare censure, venerdì siamo venuti nel suo assessorato ed in segno di decisa disobbedienza civile siamo entrati nel corridoio antistante il suo ufficio.
Dopo pochi minuti, siamo stati ricevuti con disponibilità nella sala riunioni dal suo capo staff Emiliano Paoletti, al quale abbiamo puntualmente riportato i tanti punti di criticità riguardo il cinema Aquila e chiesto delle immediate e concrete prese di posizione da parte del Comune. Ad oggi stiamo ancora aspettando che rompiate questo imbarazzante silenzio. Pertanto, ancora una volta, reclamiamo una risposta concreta alle seguenti questioni:

– chiediamo che il Comune di Roma dissipi ogni dubbio su una censura inaccettabile, che ha leso un diritto costituzionalmente garantito, quale è la libertà di pensiero e di espressione, e ci manifesti che abbiamo frainteso ciò che è avvenuto: riprogrammare “ufficialmente” i film e lo spettacolo teatrale previsti per la scorsa settimana già nella settimana entrante sarebbe un buon segnale;

– chiediamo che il Comune riavvii il tavolo di programmazione partecipata previsto ogni giovedì nel foyer del Nuovo Cinema Aquila, che ne garantisca la riapertura già da domani per proiettare le pellicole previste dalla programmazione di marzo e che il periodo di apertura temporanea prosegua fino alla futura assegnazione;

– chiediamo che, nell’avviso pubblico, la partecipazione, tanto rivendicata nel percorso “Co-Roma” (cui abbiamo preso parte anche come singoli cittadini) non rimanga un aspetto solo esteriore ma che sia una pratica tangibile e riconoscibile. Uno spazio di partecipazione e di co-progettazione, anche, ma non solo, fisico, deve essere presente e mantenuto aperto nel cinema, riservato alle proposte della cittadinanza e garantito dal contratto di concessione con il prossimo soggetto assegnatario. Questo è indispensabile per un’autentica fruizione collettiva e sociale del bene, e ci auspichiamo possa divenire un modello innovativo e replicabile, senza dimenticare che è al tempo stesso congruente con quanto previsto dalla legge 109/96 sul riutilizzo dei beni confiscati alla mafia.

In ultimo vorremmo invitarla a riflettere sul fatto che chi si siede ad un tavolo aperto, lavora alla sua organizzazione, ne garantisce la massima trasparenza ed accessibilità pubblica, mantiene con impegno volontario un cinema aperto gratuitamente e struttura una programmazione fruita da migliaia di persone, non può essere tacciato di settarismo e sopratutto non può essere il responsabile dell’assenza o inefficienza altrui. Siamo davvero al paradosso: i cittadini che partecipano al tavolo sono settari, mentre le istituzioni che non vi partecipano sono più rappresentative del territorio. La critica che ci avete rivolto ingiustamente oggi ve la rivolgiamo noi.: Assessore non sia settario e di parte, prenda una posizione netta contro la censura ed a favore della partecipazione democratica e popolare diffusa, lo faccia prima che non abbia più senso! Non eravamo noi gli assenti a quel tavolo, la censura e le scelte unilaterali sono state imposte dall’alto, e quell’alto questa volta è anche lei.

Invece di mettere a valore un’esperienza innovativa di partecipazione cittadina ad un bene collettivo, che ha visto tante e tanti contribuirvi a titolo volontario, offrendo una programmazione culturale di qualità, aperta e gratuita per tutta la città, l’amministrazione risponde con la censura, ostacolando e disconoscendo questo percorso. Questa che le stiamo offrendo, noi, come tantissimi altri in questa città, è un importante opportunità politica: un amministrazione minimamente lungimirante dovrebbe riconoscere ed incentivare questo tipo di impegno, sarebbe una miopia imperdonabile non farlo, ed ancora peggio non farlo ora.

Le vostre scelte non stanno producendo altro che un brutto film, il cinema è vuoto (Nella foto la sala come si presentava ieri 19 marzo….).

Vuole scrivere un soggetto migliore? Le suggeriamo di partire dai territori, dalle donne e uomini che ci vivono quotidianamente e da decenni mettono in atto forme spontanee, e mai inconsapevoli, di democrazia diretta e partecipata, a partire dai propri desideri e bisogni, di fronte amministrazioni colpevoli al meglio di totale incapacità: forme creative, inclusive, gioiose e libertarie che hanno difeso questa città e resa meno invivibile.

LA CENSURA CHE SI MORDE LA CODA

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Due intense giornate di mobilitazione ampia e determinata hanno rispedito al mittente le tristi ambizioni censorie perseguite dalla giunta 5s capitolina e municipale insieme al Pd, che non contento di aver determinato la chiusura del cinema, sembra quasi disturbato che il cinema sia aperto, per di più attraverso un processo democratico e partecipato.

Ieri abbiamo svolto la mobilitazione senza effettuare forzature ma richiamando al buon senso di non poter lasciare una sala vuota (letteralmente: zero spettatori!) e di riempirla con le proiezioni che i cittadini si aspettavano di vedere.

Con dispiacere dobbiamo annunciare il temporaneo ritiro del film previsto per stasera, Piccolo Mondo Cane, in attesa di una sua imminente riprogrammazione al Cinema Aquila. Gli autori, infatti, hanno giustamente richiesto il rinvio in attesa delle normali condizioni di proiezione che garantiscano la buona fruizione e discussione della pellicola in oggetto. Rispettiamo la richiesta degli autori e garantiamo che sarà il primo punto dell’ordine del giorno dell’assemblea di oggi.

Tra poche ore, infatti, l’assemblea pubblica si confronterà con l’amministrazione, che ha ufficializzato la convocazione sui portali istituzionali: un passo che sembra finalmente avvalorare la qualità di un processo già in atto e mai sufficientemente legittimato – e addirittura disconosciuto durante l’ultimo incontro. Questo primo traguardo è risultato dell’importante sostegno dimostrato dalla città intera e dal consenso manifestato dagli organi di informazione più disparati.

Ci confrontiamo oggi con il Municipio per difendere, il tavolo partecipato, strumento che, almeno in questa fase, appare l’unico in grado di tutelare la libertà d’espressione e far sì che non accada mai più un episodio di censura nel cinema.

Il Cinema Aquila è uno spazio comune, non appartiene agli amministratori e non è assegnato a nessun soggetto privilegiato, è stato riaperto dal territorio ed oggi difeso dall’intera città.

Vi aspettiamo in tante e tanti alle ore 19.00 per affermare il diritto alla libertà di espressione e a decidere degli spazi comuni.

Assemblea pubblica Giovedì 16 marzo alle ore 19.00

IL COMUNE DI ROMA CANCELLA I FILM SCOMODI.

IL CINEMA AQUILA:

DA BENE CONFISCATO A BENE CENSURATO

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Confermiamo a partire da oggi pomeriggio la volontà di proiettare le pellicole “scomode” al Pd e alla Raggi, nei modi e nei tempi che riterremo opportuni, e in ogni caso avendo ben presente sia la necessità di disobbedire civilmente sia la volontà di tutti di mantenere aperto e culturalmente vivo il Cinema Aquila.

L’atto di censura è ufficiale. Il Comune di Roma ha confermato la sostituzione della programmazione “scomoda” del Cinema Aquila: si tratta di tre film che denunciano l’apartheid del popolo palestinese e un documentario sugli ex-lavoratori del canile municipale della Muratella. Il dato politico-culturale che se ne ricava è preoccupante su più fronti: da un lato l’amministrazione capitolina, accettando ancora una volta un diktat esterno del PD, si mostra incapace di garantire lo stesso livello di libertà di espressione e pluralità di prospettive assicurato da un festival internazionale come Cannes e da premi nazionali come i Nastri d’Argento e il David di Donatello, che hanno coinvolto le pellicole sotto attacco. Invece di respingere l’accusa di assenza di contraddittorio avanzata dal PD, i 5Stelle del Municipio e del Comune la fanno propria e su questa base decidono di sospendere la programmazione deliberata nel tavolo partecipato. Ma ha senso rifiutare un film perché “presenta un punto di vista unilaterale”? Ancora più grave l’atto politico determinato dalla giunta della Sindaca Raggi di cancellazione del documentario sull’autogestione del canile municipale della Muratella, osteggiato a scatola chiusa perché considerato scomodo per la Sindaca stessa.

È stata la presenza di un territorio vigile e costante che ha fatto sì, anni fa, che il Cinema Aquila venisse sottratto alla banda della Magliana e restituito alla collettività. Lo stesso territorio si è poi mobilitato contro l’inaccettabile chiusura del cinema, messa in atto dalla precedente amministrazione PD, esercitando fortissime pressioni a cui lo stesso Presidente Giovanni Boccuzzi (all’epoca comune cittadino) ha preso parte. Mobilitazioni che hanno dato luogo alla riapertura del cinema con un percorso partecipato e aperto ai cittadini, che vedeva nel Municipio parte e garante del processo, in attesa dell’avviso pubblico riguardante la futura gestione del bene. Un percorso a cui ora si aggiunge un’ulteriore e inaccettabile parentesi: quella della censura. Il territorio mai avrebbe pensato di dover subire logiche escludenti proprio da chi dovrebbe garantire la massima trasparenza, apertura e partecipazione, da un movimento che ha fondato gran parte della sua propaganda elettorale proprio su questi valori.

Le uniche pratiche unilaterali che hanno messo ripetutamente in affanno il tavolo di programmazione sono state quelle imposte dallo stesso Municipio e ora anche dall’amministrazione capitolina. Alle accuse ridicole e infondate dell’assessora municipale Maria Teresa Brunetti di aver presentato un programma unilaterale rispondono le nostre dichiarazioni pubbliche e le pratiche attuate dai tavoli di programmazione del giovedì – pratiche riconosciute e attestate dalla partecipazione dei tantissimi cittadini, delle associazioni e delle realtà sociali provenienti da ogni parte di Roma, che hanno realizzato collettivamente la programmazione del cinema.

Abbiamo sempre garantito la massima apertura ed inclusione, la massima disponibilità ad ampliare, rivedere e correggere il percorso, come avvenuto persino nell’ultima assemblea di programmazione dove – dopo l’esplicita richiesta di cancellare le pellicole palestinesi e il documentario “Piccolo Mondo Cane” – abbiamo cercato una mediazione alla sostituzione unilaterale – questa sì – dei film in programma, proponendo l’aggiunta (ma non la sottrazione) di altre pellicole.

Nonostante le manifestazioni censorie nei confronti della programmazione da noi proposta, ancora una volta rivendichiamo la positività del percorso partecipato sinora svolto, e che da parte nostra garantiamo aperto e plurale fino alla fine della fase transitoria. Difendiamo il tavolo di partecipazione concordato con il Municipio, contraddistinto dalla trasparenza e il valore di massima inclusività che ancora oggi per tutte le realtà che si riconoscono in SCCA oggi rappresenta. Di questo non nutriamo alcun dubbio e invitiamo l’amministrazione municipale a fare altrettanto. Riprendere i passi fatti per migliorare il percorso è sempre stata una nostro obiettivo e priorità. Di certo, un atto di censura così eclatante è per noi irricevibile e lesivo del percorso partecipato fino a oggi realizzato.

Confermiamo a partire da oggi pomeriggio la volontà di proiettare le pellicole considerate “scomode” dal Pd e dalla sindaca, e proponiamo l’inserimento, a fine proiezione, di un dibattito cui l’amministrazione comunale è invitata per discutere dei contenuti della pellicola, avendo ben presente sia la necessità di disobbedire civilmente sia la volontà di tutti di mantenere aperto e culturalmente vivo il Cinema Aquila.

Rifiutiamo ogni forma di logica privatistica su uno spazio pubblico, che riteniamo un bene collettivo e di uso civico, e tale dovrà rimanere. La libertà di espressione non è negoziabile ed è fondamento costituzionale e repubblicano di una società civile e democratica.

Detto ciò, nel continuare a garantire dialogo, apertura e progettualità culturale all’interno del cinema, invitiamo la cittadinanza alla più ampia partecipazione possibile alle iniziative di questa settimana. Partiamo da oggi stesso incontrandoci alle 18.30 al Cinema Aquila.

Ricordiamo che per giovedì 16 marzo alle ore 19.00

è convocata un’assemblea pubblica.

SCCA – Spazio Comune Cinema Aquila

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