Programmazione 07- 12 marzo

Martedì 07 marzo

Ore 20.30 Fuori Campo: i Liberi Nantes al Cinema Aquila. Serata a sostegno della Liberi Nantes F.C. e della riqualificazione e difesa del campo di calcio “25 Aprile” di Pietralata, con proiezione di contributi audiovisivi e la partecipazione della squadra.

LIBERI NANTES
Liberi Nantes nasce nel 2007 come l’unica Associazione Sportiva Dilettantistica in Italia, riconosciuta dall’UNHCR, che promuove e garantisce la libertà di accesso allo Sport a rifugiati e richiedenti asilo politico, offrendo a donne e uomini in fuga da paesi in guerra e da situazioni umanitarie drammatiche un’occasione unica di evasione, di recupero della dignità umana, di ricostruzione personale e dei rapporti di amicizia e di fiducia nel prossimo. Sia esso il proprio compagno di squadra di calcio, o di touch rugby, così come il compagno di cammino lungo un sentiero di montagna.
Lo sport è vita, ha in sé forza e coraggio, aiuta a ridurre le distanze, crea coesione e solidarietà. Attraverso la pratica di discipline sportive (e non solo) l’Associazione mette gratuitamente a disposizione di tutti gli ospiti dei diversi centri d’accoglienza del territorio romano un campo su cui allenarsi e giocare liberamente, attrezzature e abbigliamento sportivo adeguato alle attività in programma e il sostegno umano, prima ancora che pratico, dei volontari che la compongono e che per primi scendono in campo al fianco di ragazze e ragazzi somali, afghani, libici o senegalesi in cerca della speranza persa oltremare.

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Mercoledì 08 marzo

Ore 20.30 Coro delle Donne Le Coeur – Canti Popolari del Mondo.
Ore 21.00 Presentazione e proiezione del documentario dedicato a Berta Cáceres, Rebeldia Inclaudicable (Honduras, 2017, 60’) realizzato da COPINH. Intervengono: Non Una di Meno, Centro Donne DALIA, Comitato Berta Vive, la lucha sigue!, Comitato Immigrati Roma. BERTA CACERES E IL COPINH
Co-fondatrice e lidear del COPINH, Berta Caceres è stata assasinata il 2 Marzo 2016. Uccisa dalle pallottole dell’ingiustizia, dell’odio e del razzismo che governa l’Honduras. Berta era una donna indigena Lenca, che da più di 20 anni difendeva il territorio e i diritti del popolo Lenca. Berta in questi anni si è battuta contro potenti multinazionali che con i loro megaprogetti minacciano la sussistenza alimentare e l’esistenza delle comunità indigene. Dal 2009, anno del golpe nei confronti di M. Zelaya, la situazione in Honduras è andata rapidamente peggiorando. I governi golpisti che sono succeduti, hanno approvato una serie di norme che concedono in mano privata la maggior parte delle risorse naturali del Paese. Tra questi il Rio Gualcarque, dove si sta realizzando un progetto idroelettrico. Lo scopo del progetto non è apportare beneficio alla popolazione, ma alimentare le miniere operanti nella regione. Da quando sono iniziati i lavori (2012) è stato proibito alle comunità l’accesso al fiume e l’uso dell’acqua. I lavori del progetto sono iniziati senza il consenso della comunità, violando così la convenzione numero 169 OIT (o ILO : Organizzazione internazionale del lavoro) sui diritti degli indigeni e popoli tribali (firmato dall’Honduras nel 1995). A seguito delle proteste contro il progetto Agua Zarca, Berta ha subito minacce di ogni tipo, fino ad incontrare la morte. Berta non è l’unica attivista honduregna ad essere stata uccisa: l’Honduras, come risulta dalla recente indagine di GlobalWitness, è il Paese più pericoloso al mondo per gli attivisti dei diritti ambientali.

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Giovedì 09 marzo

Ore 20.00 Tavolo partecipato di programmazione nel foyer del Cinema Aquila.

Per la rassegna “L’Italia che non si vede”, organizzata dal Kino in collaborazione con Arci Roma e UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci):

Ore 19.00 Proiezione del documentario I ricordi del fiume (Italia, 2016, 96’) di Gianluca e Massimo De Serio.

Ore 21.00 Proiezione de Il più grande sogno (Italia, 2016, 97’) di Michele Vannucci – candidato David di Donatello 2017 come miglior regista esordiente. Saranno presenti in sala il regista, il produttore e parte del cast.

I RICORDI DEL FIUME
Il Platz, una delle baraccopoli più grandi d’Europa, sorge lungo gli argini del fiume Stura a Torino da tanti anni. Ci vive da anni una comunità di oltre mille persone su cui grava un progetto di smantellamento. Alcune famiglie censite dalla Prefettura verranno trasferite in appartamenti mentre per altre le alternative consistono nel tornare nel Paese d’origine o trovare sistemazioni di fortuna. Il documentario propone gli ultimi mesi di esistenza della baraccopoli.
Florentina e Denis due adolescenti, Marcel pastore pentecostale capace di tenere insieme la comunità, le ‘vecchie’ Ana ed Elena, Settimo, italiano che si è innamorato di Ionela e ora la cura con ammore perché malata di epatite. Queste sono solo alcune delle persone (non dei personaggi) che i fratelli De Serio ci presentano in questo film dalla struttura ‘rizomica’ come la definiscono, formata da “una rete intrecciata di vie, in cui ogni punto è connesso ad altri, dove si possono costantemente creare nuove linee di fuga, nuovi punti di tangenza d’identità e di storie”.

IL PIÙ GRANDE SOGNO
A 39 anni Mirko è appena uscito dal carcere: fuori, nella periferia di Roma, lo aspetta un futuro da inventare. Quando viene eletto Presidente del comitato di quartiere, decide di sognare un’esistenza diversa. Non solo per sé e per la propria famiglia, ma anche per tutta la borgata in cui vive. Questo film racconta di un “bandito” che, aiutato dal suo migliore amico Boccione, vuol trasformare l’indifferenza del quartiere in solidarietà, l’asfalto in un rigoglioso campo di pomodori, inventandosi custode di una felicità che neanche lui sa bene come raggiungere. È la storia di un sogno fragile e irrazionale, capace di regalare un futuro a chi non credeva di meritarsi neanche un presente.

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Venerdì 10 marzo

Per la rassegna “L’Italia che non si vede”, organizzata dal Kino in collaborazione con Arci Roma e UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci):

Ore 19.00 Proiezione del film Le ultime cose (Italia, 2015, 85’) di Irene Dionisio.
Ore 21.00 Presentazione, proiezione e discussione del film La ragazza del mondo (Italia, 2016, 104’) di Marco Danieli. Presenza del regista e parte del cast.

LE ULTIME COSE
Stefano, un giovane perito, viene assunto dal banco dei pegni per attribuire un prezzo ai beni che la gente non può più permettersi. Il suo capo, Sergio, è un cinico burocrate che gestisce il traffico delle aste attraverso le quali vengono rivenduti gli oggetti impegnati che i proprietari non hanno più potuto riscattare. Michele è un anziano pensionato che non arriva a fine mese e che, per aiutare la famiglia, accetta di dare una mano ad Angelo, uno dei tanti loschi figuri che si aggirano intorno al banco dei pegni per lucrare sulle sventure altrui, dando vita (si fa per dire) a quel mercato nero e a quel sottobosco di malaffare creato dal bisogno. Sandra è una trans costretta ad impegnare una pelliccia per sopravvivere in un mondo che rifiuta la sua nuova identità.

LA RAGAZZA DEL MONDO
Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un’altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. La loro è una storia d’amore purissima e inevitabile e per i due ragazzi inizia un intenso periodo di vita insieme, scelta che comporterà a Giulia una totale esclusione dal mondo dei Testimoni di Geova al quale appartiene. Libero farà a Giulia il dono d’amore più grande di tutti: la libertà di appartenere al mondo, un mondo nuovo, luminoso e pieno di futuro.

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Sabato 11 marzo

Dalle 19.00 Anteprima nazionale del film Caro Nipote (Italia, 2016), di Massimo Previtero. Evento organizzato dal Municipio V di Roma Capitale.

CARO NIPOTE
Maria è una bellissima giovane Di Pisticci MT che è vissuta dall’inizio del 900’ fino ai primi anni 90’ in un piccolo paese del sud, una sorta di Filumena Marturano tutta in chiave Lucana. Una vita non facile la sua che a soli diciotto anni perderà la sua mamma, che ne aveva appena quaranta. Sarà un duro colpo per Maria e i suoi fratelli che con la desolazione nel loro cuore si rimboccherono le maniche e andranno a lavorare nei campi. Una vita difficile e travagliata ma nel cuore di Maria sarà sempre vivo il desiderio di ogni donna, quello di poter indossare un giorno l’abito bianco e avere tra le mani quel bouquet di rose tanto desiderato. Conoscerà un aitante e benestante giovane di nome Pietro che la illuderà più volte facendole promesse da marinaio. Un rapporto travagliato che si svilupperà nel periodo della seconda guerra mondiale , e quel dolore nel cuore verso quel giovane fratello partito in guerra che già da parecchi mesi non dà più notizie di se…

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Domenica 12 marzo

Ore 17.30 Presentazione, proiezione e discussione del docufilm Non Tremare: Storia di un Campo Solidale (Italia, 2017, 50’) di Stefano Torreggiani e Valentina d’Amore.
Per la rassegna “L’Italia che non si vede”, organizzata dal Kino in collaborazione con Arci Roma e UCCA (Unione Circoli Cinematografici Arci):
Ore 19.30 Proiezione del documentario Ogni opera di confessione (Italia, 2015, 67’) di Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli.
Ore 21.30 Presentazione, proiezione e discussione del film Indivisibili (Italia, 2016, 100’) di Edoardo De Angelis. Presenza del regista, del produttore e del cast.

NON TREMARE: STORIA DI UN CAMPO SOLIDALE
Docufilm prodotto dal collettivo indipendente romano LAB-tv e dalle riprese unite al montaggio di Stefano Torreggiani e Valentina D’Amore.
È il racconto della solidarietà dal basso che si è sprigionata nelle primissime ore dopo il sisma del 24 agosto 2016, che distrusse Amatrice e molte delle sue frazioni; le immagini inedite raccolte nel film testimoniano i momenti terribili delle ricerche delle persone rimaste sotto le macerie e l’arrivo di centinaia di volontari da tutta Italia. In quelle prime ore diversi volontari delle Brigate di Solidarietà Attiva – Terremoto Centro Italia, un’organizzazione nazionale indipendente di solidarietà dal basso, incontrano gli attivisti degli spazi sociali romani uniti nella rete Scossa Solidale; da questo incontro nasce lo Spazio Solidale Amatrice che, appropriandosi di un’area alle porte di Amatrice, incomincia subito a praticare solidarietà attiva fianco a fianco alla comunità amatriciana e alle frazioni colpite. Staffette per portare aiuti, sportello legale e informativo sui diritti delle vittime del sisma, spazi per la comunità, cene sociali e serate di raccolta fondi, raccolte di beni di prima necessità diffuse per l’Italia. Una ricostruzione materiale, umana e sociale oltre la luce dei riflettori per una solidarietà non soltanto “per gli amatriciani e le amatriciane” ma sopratutto “con gli amatriciani e le amatriciane”. 

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OGNI OPERA DI CONFESSIONE
Un uomo ha deciso di acquistare un attico in una discussa zona della città. Dalle vetrate di questo immobile ci si accorge di un’enorme area in disuso. Si tratta di un complesso industriale dal passato glorioso, che giace in attesa di un articolato processo di riqualificazione. Intanto una famiglia rom sosta da tempo in un camper, interagendo con gli spazi di queste strutture, mentre un anziano operaio, sogna di volare per l’ultima volta. Sono suoni e gesti che legano il paesaggio all’uomo e che rappresentano una dignità comune nell’affrontare il tempo che intanto scorre.

 

INDIVISIBILI
Viola e Dasy sono due gemelle siamesi c
he cantano ai matrimoni e alle feste e, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere. Il loro sogno (in particolare quello di una delle due) è la normalità: un gelato, viaggiare, ballare, bere vino senza temere che l’altra si ubriachi… fare l’amore.
Essere unite ‘per sempre’ è, per Viola e Dasy, una condizione che è stata loro descritta come ineluttabile. Ma non è così e quando si scopre che un intervento chirurgico è possibile per loro il futuro assume connotazioni non solo impensate ma anche fino ad allora impensabili
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